lunedì 5 febbraio 2018

5 ERRORI DA NON COMMETTERE NELLA SCELTA DELLE PORTE INTERNE

La scelta delle porte interne è un momento delicato. Questo serramento, infatti, può influenzare in modo rilevante il design degli interni e vincolare la scelta di colori e stile dell’arredo. Nella valutazione delle soluzioni per la propria casa è importante tenere conto di determinati fattori che solo un esperto di serramenti può considerare. A meno che non ci si prepari alla scelta delle porte. In prima battuta cercando di evitare quelli che sono gli errori più comuni che si compiono affrontando l’acquisto dei serramenti con avventatezza.
Rivolgersi a uno specialista affidabile e professionale – In grado non solo di vendere un prodotto, ma di fornire consulenza e consigli competenti.







MICHELONI PORTE
MDOOR

Scegliere la porta senza aver valutato le varie opzioni – Siete proprio sicuri di conoscere tutte le opzioni di apertura, di materiali, di design offerte dal mercato? Verificate con il vostro rivenditore.
Prima l’intervento di ristrutturazione, poi le porte – Scegliere le porte dopo aver effettuato i lavori di progettazione o gli interventi di ristrutturazione potrebbe risultare dispendioso sia dal punto di vista dei tempi di realizzazione sia da quello economico. La posa in opera della porta scelta potrebbe richiedere ulteriori interventi.
Dimenticare che la porta è un complemento d’arredo – Il coordinamento dello stile è fondamentale per una casa elegante, accogliente e armonica. Un errore frequente nella scelta delle porte da interno è quello di optare per un design del serramento, senza avere idea di come verrà arredato l’ambiente interno.
Anche il colore vuole la sua parte – Qualora la scelta del colore della parete dell’ambiente interno vada oltre il classico bianco o avorio, è importante sapere che la scelta del colore della porta ne verrà influenzato. Anche in questo caso, avere le idee chiare fin dalla scelta della porta significa non compiere errori cromatici fatali.
Le misure contano – Uno degli errori più gravi che si possono commettere nella scelta delle porte da interno è quello di acquistare porte più piccole per l’accesso ad ambienti che ospitano elettrodomestici (bagno e cucina). È bene tenere sempre a mente che una lavatrice da 60 cm non passerà mai attraverso una porta da 50 cm.

DETRAZIONI FISCALI SOSTITUZIONE INFISSI COME FUNZIONA IN FRANCIA

La Francia, pur con tutte le sue difficoltà, rappresenta un mercato interessante sia per gli artigiani di frontiera di Liguria, Piemonte e Val d’Aosta (ma anche di altre regioni ci risulta) sia per gli industriale del serramento. La notizia sulla prossima sparizione delle detrazioni fiscali dette CITE per la sostituzione delle finestre e affini ha suscitato un certo scossone nel settore per un’ampia serie di ragioni.
Eccola la tabella dal sito della Direzione delle Finanze del Governo francese. La tabella parla da sola finestre e le porte finestre, le chiusure oscuranti e le porte di ingresso (che danno sull’esterno).

Ricordiamo che in Francia il credito di imposta è accordato solo se chi fa i lavori è un’azienda qualificata RGE (reconnu garant de l’environnement) ovvero Garante riconosciuto dell’Ambiente per la categoria specifica in cui. A settembre erano 32 mila le aziende del settore serramenti ad aver ottenuto questa qualificazione.
RGE è una forma di protezionismo del mercato, intelligente sì ma sempre protezionismo.

RAPPORTO CRESME: IL MERCATO DEI SERRAMENTI NEL PROSSIMO TRIENNIO

 Ad ottobre 2017, il CRESME (Centro Ricerche Economiche e Sociali del Mercato dell'Edilizia) ha stilato il 1° rapporto congiunturale previsionale 2017 sul mercato dei serramenti in Italia.
L'analisi è stata fatta sul triennio 2017-2020 e riporta alcuni importanti risultati.
Secondo il centro ricerche, il mercato potenziale dei serramenti nel periodo di riferimento mostra un leggero incremento, sia nel comparto residenziale sia nel non residenziale (uffici, scuole ed alberghi).
Si stima che verranno installate circa 5,54 milioni di finestre di cui 5,34 nel settore residenziale e 0,2 milioni in edifici con altra destinazione d'uso.
 (Tab.1) Alla luce del fatto che, ad oggi, gli infissi installati in tutto il Paese sono circa 208,5 milioni (settore residenziale), di cui il 55% sono in legno, il 24% in alluminio ed l'11% in PVC, si evince (Tab.1) che è previsto un notevole incremento nella vendita di serramenti in PVC e in alluminio, mentre il legno perde quote di mercato

 (Tab.2)
Nel settore residenziale si osservano tassi di intervento complessivi pari al 2,5% (2,2% dovuti a sostituzioni e 0,3% per installazione in nuovi edifici).
Nei settori non residenziali si rilevano tassi di intervento sugli infissi del 2,4% costituito dall'1,6% di interventi di sostituzione e dallo 0,8% di nuove costruzioni.

(Tab.3)
È dunque prevista una ripresa, seppure lieve, del settore serramenti, dopo aver trascorso un lungo periodo di difficoltà condiviso da tutto il comparto edile.
La crisi di mercato registrata nel periodo 2012-2015 ha mostrato segni di cedimento nel biennio 2016-2017 segnando un trend finalmente positivo (+6,4%).
Nel periodo 2018-2020 si stima un +5% facendo salire così la crescita annua del 1,7%.